Hamas smentisce la narrativa del genocidio
Nel continuo susseguirsi di informative sulla guerra a Gaza dobbiamo aggiungere l’ultima comunicazione del Ministero della Salute arrivata ad inizio 2026. Prontamente testate come Hareetz ne hanno dato contezza. Ma è il Washington Institute che ha compiuto le verifiche più approfondite la fonte più interessante che spesso è stata omessa, non raccontata e quasi dimenticata.
L’ultimo lavoro è raccontato qui. Un analisi pubblicata il 19.02, che smonta ancora una volta l’accusa di genocidio contro Israele: il rapporto civili-combattenti sembra essere sempre più vicino a 1:1, un risultato raro in una guerra urbana.
Negli USA è uscito istantaneamente, anche questa volta Ofcs lo pubblica per primo in Italia.
Hamas ha rivisto i suoi numeri, elencando circa 68.800 morti totali. Tolti i 25.000 eliminati nei combattenti e 10.000 per cause naturali, restano 34.000 vittime di guerra tra i civili, vittime collaterali negli scontri, da Hamas tra esecuzioni, fallimento nel lancio di razzi, scontri e faide interne.
Del totale, la maggioranza sono uomini adulti (combattenti) e circa solo 12,000 ragazzi di età inferiore ai 17 anni, i cosiddetti “bambini”. Nessuno, però, ha mai detto al mondo che Hamas come altre entità jihadiste, arruolano bambini e ragazzi, anche a partire dai 9 anni, per assistere miliziani già formati in operazioni di guerriglia e fomentare emulazionismo e propaganda. Trascurando il dato di circa 8.000 “bambine”. Per buona pace degli Enzini Iachetti qualunque.
Dati manipolati sin dall’inizio
Il Washington Institute for Near East Policy ha testato i dati del Ministero della Salute di Hamas fin da subito, rivelando sottostima di maschi adulti (combattenti) e gonfiamento di donne e bambini. Haaretz li ha ripresi, ma nel 2024 quasi nessuno ci ha fatto caso – un thread pionieristico sulla piattaforma X (ex twitter) in Italia lo notò presto riportando il lavoro del Washington Institute e Gabriel Epstein.
La tragedia di Gaza è Hamas: ha iniziato la guerra, rifiuta la resa, usa i gazawi come scudi umani, occultando l’eliminazione dei suoi miliziani facendoli passare per civili creando le basi per la falsa accusa contro Israele di avere condotto attacchi indiscriminati. La realtà emerge dalla citata analisi secondo la quale Israele ha tentato di minimizzare le perdite civili come mai prima. Serve umiltà per ammetterlo, e chiarezza per cambiare rotta.
Chi ha difeso Israele come OFCS, l’associazione Setteottobre, Maurizio Molinari, i tanti progetti indipendenti di contropropaganda delle comunità ebraiche Italiane, lo ha sempre detto, questa è un altra pedina dello scacchiere della guerra cognitiva a favore della tesi di Gerusalemme.
La prossima? Un fascicolo di oltre 1000 pagine che l’IDF sta preparando per abbattere la costruzione legale in sede ICJ, la Corte internazionale di giustizia, da consegnare in giudizio a marzo.
Approccio difensivo
Testate come OFCS hanno puntualmente analizzato ogni aspetto del conflitto e della regione. Mentre il dibattito non specializzato dei talk show, dei convegni e delle manifestazioni è sempre sembrato difensivo: una risposta emotiva di disdegno, non una campagna strutturata di contro-persuasione.
L’autore negli ultimi tre anni ha affrontato decine migliaia di commenti e risposte, dentro e fuori l’Italia, conversazioni lunghe anni con persone vicine, decine di articoli, approfondimenti anonimi, e tweet su X. Questo lavoro è maturato in un chatbot (in una prima fase di programmazione introduttiva) da dibattiti su basi certe, con varianti linguistiche e di dialogo decorsi in conversazioni private.
Tutto ciò con l’intenzione di creare una risorsa comune, con una approccio di contro-persuasione, basata su dibattiti con palestinesi, con Hamas, con arabi, manifestanti italiani e manifestanti USA su Reddit, X, dal vivo, Quora, Facebook, cene e conversazioni dal vivo.
A tal fine il lettore avrà la possibilità di confrontarsi in diretta con l’autore utilizzando il seguente link.
