Un’inchiesta pubblicata da The Insider svela la presenza di lussuosi vigneti russi in Toscana di proprietà di personaggi legati al Cremlino. Nonostante la guerra in Ucraina, le sanzioni e le inchieste internazionali, queste attività continuerebbero a prosperare, beneficiando perfino di sussidi europei.
Affari che resistono alle sanzioni
“I membri dell’élite del Cremlino, compresi gli ex colleghi del KGB di Vladimir Putin, i suoi alleati politici e i suoi partner d’affari tra i gruppi criminali Malyshev e Tambov, possiedono ancora vigne lussuose in Italia. Nonostante sostengano apertamente la guerra della Russia contro l’Ucraina e traggano profitto dalla corruzione statale, molti di loro non sono stati sanzionati a livello internazionale. Nel frattempo, le loro vigne hanno ricevuto negli ultimi dieci anni oltre 1 milione di euro in sovvenzioni dall’Unione Europea”, si legge nell’inchiesta del sito investigativo.
Le proprietà individuate di alcuni vigneti russi in Toscana
L’inchiesta riporta diversi casi concreti. Uno di questi è legato a Dmitry Medvedev, l’ex presidente russo, che tramite il suo ex compagno universitario e socio Ilya Yeliseev, risulterebbe legato alla Fattoria della Aiola in Toscana. Nonostante Yeliseev sia stato sanzionato in più paesi, la cantina ha continuato a ricevere fondi europei, per un totale di oltre 115.000 euro, di cui la maggior parte dal 2022 in poi, dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Poi c’è anche Igor Rotenberg, figlio dell’oligarca Arkady Rotenberg, che possederebbe ancora un’azienda agricola toscana, nonostante già undici anni fa la Fondazione Anticorruzione di Navalny avesse segnalato alle autorità italiane la reale identità del proprietario. Roman Trotsenko, associato a Igor Sechin, avrebbe mantenuto il controllo di un aeroporto toscano utilizzato dall’Aeronautica Militare italiana, trasferendo la proprietà formale a un conoscente della moglie per aggirare i vincoli.
Secondo The Insider, oligarchi e cleptocrati russi hanno ricevuto più di 1 milione di euro in sussidi dall’Unione Europea attraverso la Politica Agricola Comune (PAC), il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e altri programmi statali. Le normative UE prevedevano già dal 2015 la tracciabilità dei beneficiari effettivi. Tuttavia, nel 2022 la Corte europea ha stabilito che i registri pubblici violavano la privacy, rendendo di fatto non trasparente la proprietà reale delle aziende.
In Italia, interpellate dall’inchiesta, sia l’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) sia l’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione) avrebbero confermato che nemmeno i database interni contengono dati certi sui beneficiari finali delle società estere.
L’inchiesta conclude che, nonostante le sanzioni internazionali e la guerra in corso, membri della cerchia ristretta di Putin continuano a possedere e gestire attività vinicole in Toscana, beneficiando perfino di fondi pubblici europei.
